RAIN BEAU'S END
Making the Soundtrack
 

Uno dei principi che mi guida nel mio processo creativo e raccogliere e trasformare le energie delle persone che mi circondano.
Questa energia comune, mi da l’accesso ad un livello superiore di creatività e mi aiuta moltissimo nel trovare la giusta ispirazione per scrivere la musica più adatta ad ogni scena.

E cosí ho affrontato il primo incontro con Jennifer Cooney, con un foglio bianco di musica, la matita e la gomma. Io ero seduto al pianoforte e abbiamo lavorato per circa un paio d’ore su Skype.

La frase con cui Jennifer ha esordito fu “less is better”. E’ stato un concetto fondamentale per tutta la scrittura della soundtrack. Essere essenziali è anche per me un principio fondamentale.
Venendo da una formazione classica e  profondo ammiratore di classici come Bach e Mozart, ho sempre apprezzato la loro straordinaria capacità  di essere essenziali. Solo le note che servono.
Il tema principale, il tema di Hannah, è venuto nei primi 10 minuti di lavoro, quasi improvvisando. Ho successivamente registrato al piano tutte le idee venute fuori dalla sessione creativa ed le ho ascoltate più volte. In effetti, c’era già tutta la musica. Il successivo lavoro è stato quello di diluire tutta quella “materia creativa” e distribuirla per tutto il film, utilizzando tutte le armonie, intervalli e spunti melodici condensate in quei momenti di improvvisazione. Il risultato è stato così omogeneo, passando dal piano, all’orchestra ai suoni elettronici.
Il lavoro è durato alcuni mesi ed è stata l’occasione di profonde discussioni, riflessioni e lunghi ragionamenti di come riuscire al meglio di portare la giusta dimensione emozionale alle immagini.
Mi piacerebbe commentare brevemente alcuni momenti più significativi. Il film inizia con una semplice melodia sviluppata dagli intervalli del tema di Hannah. Esprime l’inizio gioioso della giornata  in una dolce quiete familiare. E’ stato forse il momento più difficile. Era l’inizio di una sfida e di un nuovo percorso con nuovi compagni di viaggio.
Una gran parte della musica è drammatica. Ho cercato di dare colori diversi alla drammaticità delle scene sia con suoni orchestrali che elettronici, cercando sempre di essere leggero ed essenziale, senza mai sottolineare il dramma. Ho creato dei brevi momenti musicali con degli intervalli dissonanti che sono serviti a creare dei legami narrativi.
la scena d’amore davanti al camino è stato un momento irripetibile. Dopo aver visto la scena, ho acceso il registratore e ho riguardato il tutto lasciandomi ispirare dagli sguardi delle due donne, dalle mani e dai delicati movimenti lenti delle dita che sfioravano i corpi. Finita la scena ho spento il registratore e ho salvato il tutto. Ed è andata bene così!
Il film finisce con la completa esposizione del tema di Hannah dapprima con il volino e il violoncello e successivamente in un grande crescendo orchestrale che ….. lo scoprirete guardando il film!!!

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